D come dimissioni – le foto in piazza

Venerdì pomeriggio dalle 17.00 alle 19 in Via XX Settembre all’altezza del Ponte Monumentale ci metteremo  a disposizione di tutti coloro che vogliono aderire con una loro foto alla campagna delle 3D (Dignità Diritto Donne) lanciata in rete e ripresa anche da repubblica.it genova in vista della manifestazione del 13 febbraio dalle 15 a piazza Caricamento
Ad oggi ( qui la galleria completa) sono state più di 100 le foto arrivate da singoli cittadini, rappresentano le diverse professioni e diversi fasce di età andando dalla giovane addetta stampa al pensionato tutti desiderosi di mostrare facce serenamente normali per chiedere una cosa semplice dire basta alla B di Berlusconi per rispettare finalmente la Dignità del paese, le Donne e il Diritto, in una parola DIMISSIONI!

ci vediamo in via XX!

Luca Romeo

Diciamo Basta alla B di Berlusconi è tempo di Dignità per l'Italia e rispetto per le Donne e il Diritto diciamo il 13 febbraio in tutte le piazze d'Italia

Se non ora quando? 13 Febbraio 2011

Il LAB8 aderisce alla manifestazione del 13 Febbraio “Se non ora quando?”.

Siamo convinti che oggi più che mai gli italiani, uomini e donne insieme, debbano manifestare il loro disgusto verso l’attuale Governo e rivendicare la Dignità del nostro Paese, la tutela del Diritto e la forza delle Donne. Vogliamo un Esecutivo che governi il Paese e risolva i suoi problemi, invece di occuparsi dei vizi privati e dei problemi giudiziari del suo Premier. Siamo stufi di provare vergogna per chi ci guida e rappresenta nel mondo.

Il 13 Febbraio saremo in piazza al fianco delle donne genovesi per dire:

Berlusconi non mi rappresenta:

D I M I S S I O N I!!!

A Genova, Giovedì 27 gennaio un primo gruppo di donne si sono riunite, dopo che in rete tante donne chiedevano spazi, indignate da quanto sta accadendo in Italia.

Sono in tante infatti a domandarsi se non esista un modo chiaro e semplice per dichiarare la sofferenza e la rabbia che provano di fronte a quella degradante omologazione  della donna che ogni giorno di più vediamo alla tv, nei talkshow, sui quotidiani, alimentata da  tutte le imbarazzanti e inquietanti verità che stanno emergendo sul comportamento di Silvio Berlusconi e sul condominio dove alloggiano le sue giovani ospiti.

Sono tante le donne che vorrebbero testimoniare l’esistenza di un altro modello femminile.  Sono tante le donne “normali” che, non potendo sfruttare spazi pubblici per denunciare e fare rete con altre donne, richiedono un luogo e uno strumento per avere voce.

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riesce anche in questo: far crescere un senso di frustrazione in quelle donne che non hanno spazi di visibilità, ma che vorrebbero rivendicare scelte di vita impostate su modelli femminili diversi.

Il gruppo genovese che promuove l’adesione alla manifestazione ha pensato ad una serie di azioni, che verranno meglio definite nella riunione del 3 febbraio e che vedrà coinvolte molte associazioni, ma in generale donne e uomini uniti in una richiesta: DIMISSIONI!!!

Tra le azioni ipotizzate:

–       dare spazio a lettere e denunce di donne “comunemente normali e straordinariamente infuriate” (lettera di federica, ad esempio)

–       pubblicare foto di donne e uomini con la lettera “D”, per rivendicare l’adesione alla manifestazione.

Per contattare il gruppo genovese basta inviare una mail a dcomedimissioni@gmail.com o stringere amicizia su Facebook con “ Dignità Diritti Donna Dimissioni “.

Noi di Laboratorio8 abbiamo già inviato le nostre foto, voi cosa aspettate a farlo?!?

Ci vediamo il 13 Febbraio in piazza.

la muta del serpente

Venerdì 17 Dicembre  Pierluigi Bersani porta a conclusione un percorso iniziato mesi fa e indirizzato a ri-orientare il Partito Democratico, le sue prospettive, i suoi obiettivi, il suo rapporto con gli iscritti e gli elettori. Gli effetti di questa “mutazione” sono molteplici. C’è una rinnovata e forte disponibilità a cercare accordi programmatici o vere e proprie alleanze con forze che nulla hanno in comune con il progressismo e il riformismo italiano, come i partiti nati dalla diaspora del centro-destra berlusconiano. QUesto non può che provocare una rottura degli equiliri interni del PD a favore di posizioni centriste ed un progressivo distacco da partiti come SEL e IDV, che hanno assorbito i consensi di centinaia di migliaia di persone che ancora nel 2008 votavano per il PD. A tutto ciò si aggiunge la trasformazione, non si sa se formale o informale, delle regole interne e delle modalità di lavoro del partito, sacrificando uno dei pochi tratti distintivi del PD che hanno registrato un convincente successo tra iscritti e simpatizzanti: le primarie. Secondo il segretario Pierluigi Bersani, le primarie “Possono inibire rapporti più aperti e più larghi non solo con i partiti ma con la società civile. E possono portare elementi di dissociazione dentro il PD che non fanno bene a nessuno” resta da capire come gli accordi palazzo possano sostituire la democrazia partecipata.
Quella che viene proposta è una linea politica centrista e ambigua, che cerca e offre collaborazione a chi ha sostenuto, per convinzione o interesse, quindici anni di politiche populiste, conservatrici e inette. Una linea che finge di non vedere chi o cosa sono le classi dirigenti dei centristi e di FLI nelle regioni dove sono “radicati”. Che accetta di condividere obiettivi e progetti con chi prendeva ordini quando ancora faceva parte del vecchio centro-destra e che continua a prenderli adesso, sia pure da differenti padroni.
La discontinuità di questo ipotetico nuovo corso rispetto a tutto ciò che il partito è stato, ha fatto o si è proposto di fare dalla sua fondazione (e persino rispetto a quanto era contenuto in tutte e tre le mozioni congressuali) è così evidente e traumatica che non può essere sufficiente una decisione presa nella Direzione Nazionale o, peggio, con una intervista sui giornali, per soddisfare dei parametri minimi di democrazia interna.
Laboratorio 8 è una rete non gerarchica di persone che si è fin dal principio riconosciuta nel Partito Democratico. Pur mantenendosi distinto ed autonomo dal partito, Lab8 ne ha accompagnato la vita e l’azione politica fino ad oggi sia come iscritti attivi sia come elettori.

Laboratorio 8 - una rete non gerarchica di persone e progetti

La forma e le regole della vita di partito non ci attribuiscono alcun peso nelle difficili decisioni che devono essere prese. La passione e il senso di responsabilità per ciò che è stato costruito da tutti, attraverso la partecipazione, ci impongono tuttavia di far sentire la nostra voce. Attraverso questa lettera, rivolgiamo un appello alla segreteria del partito; a tutte le forze generose, creative e coerenti che ancora restano nel partito e che abbiamo incontrato in gran numero nel corso di questi anni; agli iscritti e agli elettori che non sono ancora rassegnati.
Questa svolta drammatica e suicida non può e non deve essere imboccata senza consultare gli iscritti e gli elettori. Lo statuto del PD prevede uno strumento di consultazione interna, un referendum che esiste precisamente per passaggi strategici e cruciali come questo. Il referendum è un grande strumento di democrazia, che contraddistingue il Partito Democratico dagli altri partiti italiani. Chi dirige il Partito scelga, oggi,  di sottoporre la propria “strategia” al giudizio degli iscritti. Questa ci sembra l’unica strada per evitare che si rompa, definitivamente, il vincolo di solidarietà che tiene insieme questo partito.
Nessuno si nasconda. I dirigenti e i parlamentari (liguri, per quel che ci riguarda) del partito hanno un debito di chiarezza nei confronti degli elettori e degli iscritti. Non è ammissibile che una strada come questa venga imboccata nel silenzio e nella condiscendenza di chi, domani, quando le lune saranno più propizie e non ci sarà rischio ad esporsi, pensa di venirci a raccontare che non è mai stato d’accordo.
Segretario regionale, Segretari provinciali e parlamentari, è forse questo, che ci viene proposto a mezzo intervista, il Partito Democratico fondato al Lingotto? Questa è la strategia in cui vi riconoscete? Se non siete d’accordo con quello che sta succedendo, è bene che lo diciate il 23 di dicembre alla direzione nazionale o nelle sedi che riterrete opportune.
Infine, invitiamo tutti gli iscritti, i militanti e gli elettori che osservano con sgomento le dichiarazioni di vittoria dei dirigenti di un partito che sta rapidamente morendo, vittima di una emorragia di idee, di valori e di voti, a far sentire la propria voce. Se vorrete organizzarvi, siamo al vostro fianco, pronti a partecipare. Se cercate qualcuno che dia voce alle vostre idee, vi offriamo spazio e tutto il nostro impegno. Questa partita dobbiamo giocarcela bene. Per il PD potrebbe anche essere l’ultima.

post stabiliMENTI

 

stabiliMENTI 2010 - 1° conferenza programmatica PD Liguria 12>14 novembre

 

Vista la storia post industriale di Genova il blog del LAB8 non poteva non ospitare un Post stabiliMENTI ovvero, idee e reazioni alla prima conferenza programmatica del PD ligure. Una tre giorni di Forum tematici, plenarie, lavoro e divertimento , qui sotto l’intervento di Silvia Pedemonte al gruppo lavORO, a cui il LAB ha partecipato dopo l’esperienza Leopoldina di Prossima Fermata Italia.

Visto che entrambe gli appuntamenti avevano punti in comune come parlar di cose e non di casi, di proposte e non di proteste, di direzioni da prendere e non di correnti da navigare per rimanere a galla, come per Firenze abbiamo chiesto ai labottini intervenuti di rispondere con dieci righe  a cinque domande:

cosa è successo?
cosa ha funzionato?
cosa non ha funzionato?
cosa mi ha emozionato?
cosa farei per stabilimenti 2011?

ne sono venute fuori piccole recensioni che vi alleghiamo e aggiorneremo man mano, chi ha partecipato a stabiliMENTI e vuole mandare la sua, breve, relazione di massimo 10 righe  può farlo scrivendoci a laboratoriootto@gmail.com  la pubblicheremo in questo spazio. Magari verranno fuori suggerimenti utili per stabiliMENTI 2011.
un percorso da affinare – Luca Romeo

StabiliMENTI, la prima conferenza programmatica del PD Liguria ha segnato un passo avanti nel percorso di modernizzazione del partito, i tempi, 3 giorni, i temi, le plenarie e i gruppi di lavoro hanno creato il giusto clima e dato tempi e modi all’elaborazione politica che inevitabilmente deve assumere una dimensione regionale per essere efficace. Proprio perché il giudizio è positivo è giusto segnalare però che i gruppi di lavoro per essere veramente tali devono diventare più interattivi, si porta una proposta quadro, si illustra , si confuta, si raccolgono le modifiche e si procede alla sintesi. Oltre che sui modi ci si deve imporre di fornire risposte alle analisi che si illustrano ma la sensazione è quella di un percorso utile da continuare insieme al lavoro e ai momenti emozionanti come il dibattito con Tano Grasso sui meccanismi e sui pericoli dell’infiltrazione della mafia al nord.
Dammi tre parole – Michela Tassistro

StabiliMenti è stato un momento di adesione collettiva ad una modalità di lavoro a sessioni parallele tipica degli incontri scientifici dove le tre fasi, costituite da quella iniziale dell’ascolto, quella mediana della discussione e confronto e quella di sintesi della condivisione, si sviluppano in un’atmosfera di tensione creativa.
Per migliorare l’effetto propositivo si dovrebbe poter stilare 3 parole chiare a cui corrispondono 3 azioni e 3 tempistiche per la verifica dell’applicazione stessa.
Cosa mi piacerebbe trovare per StabiliMenti 2011?
qualche relatrice donna finali dei gruppi in più, qualche vecchio sistema di intervento in meno (“quello che sto per dire non c’entra con il tema ma devo segnalro”), qualche tecnologia in più (utilizzo piattaforma informatica da riempire insieme),qualche kit di buone pratiche già usate ed individuate da circoli, gruppi di lavoro, associazioni.
Ultimo commento: le risate servono a vivere il partito come un elemento di passione e divertimento comune

tanti interventi poche intervenute – Silvia Pedemonte

Stabilimenti 2010 si è svolto in una bellissima cornice, Palazzo della Meridiana; certo non molto agevole per disabili e donne incinte con tutte quelle scale! La sala della plenaria non era molto ampia, ma viene trovata subito una soluzione alternativa…il problem solving entra in azione. Forse tutto nasce dal pessimismo degli organizzatori, ma i fatti li hanno contradetti, infatti la partecipazione è stata alta.
Il gruppo del lavoro è stato molto partecipato, non si è sentito il peso delle autorità presenti, ognuno si è sentito libero di intervenire e dire la sua. I temi affrontati dal gruppo sono stati i piu’ variegati: porti, aree, centrali elettriche, PMI, innovazione, green economy, precariato, ecc.
Gli interventi programmati di Calvini (Presidente Confindustria Genova), Fresia (imprenditore di Millesimo), Calderini (Ex Presidente Finpiemonte) sono stati molto interessanti. Hanno portato un punto di vista diverso da quello solito dei nostri amminsitratori ed esperti.
L’unico rammarico è aver visto poche donne sia tra gli oratori delle plenarie sia tra i relatori dei gruppi in sede di chiusura. Un vero peccato!

una partenza incoraggiante – Gabriele Vanni

Con Stabilimenti il Pd Liguria si è posto l’obiettivo di mettere al centro le idee, le proposte, il confronto e non più le persone.Se è stato un successo lo sapremo probabilmente a Stabilimenti 2011 che potrà e dovrà servire come verifica di un percorso che spero si riveli davvero costruttivo e nuovo e non duri solo 3 giorni.La partenza è stata buona ed incoraggiante anche se alcune criticità non sono state affrontate oppure sono state lasciate in sospeso e il metodo di lavoro è sicuramente e ampiamente migliorabile.L’organizzazione poi è stata impeccabile e palazzo della Meridiana incantevole.

Emozionanti sono state poi le parole di Tano Grasso e l’ideale abbraccio a Donatella Albano: il loro impegno ci ricorda l’importanza della lotta alle mafie e alle illegalità, così come più volte sottolineato dal nostro segretario Lorenzo Basso.

Uno stabilimento rotondo – Evelina Lazzarini

Già la parola StabiliMENTI faceva presagire qualcosa di buono e così è stato. Ci siamo visti in faccia, abbiamo parlato, discusso anche animatamente , abbiamo cercato di mettere per iscritto dei punti d'”azione” su temi importanti e per nulla scontati allo stato attuale delle cose: scuola, lavoro, famiglia, politica…etcIn alcune circostanze si è respirata aria di vecchia politica…vuoi per abitudine, vuoi per ottusità di alcuni…ma nel compenso si sentivano provenire spifferi di aria nuova e fresca.Ciò che è stato prodotto a Palazzo della Meridiana non deve rimanere tra di noi deve uscire deve essere a conoscenza delle persone. Aspetto con ansia StabiliMENTI 2011 con magari più tempo per i gruppi di lavoro strutturati , questa volta, a tavola rotonda dove nessuno da le spalle a nessuno e possiamo tutti guardarci in faccia e meno plenarie…sebbene siano state molto interessanti.

il lavoro e le rose – Alessandro Costanzo De Castro

Stabilimenti visto dietro le quinte è innanzitutto una grande, grandissima soddisfazione.
Per aver fatto quello che prima nessuno ancora aveva realizzato: mettere insieme segretari di circolo, eletti, dirigenti del PD tutti insieme a discutere dei temi concreti della Liguria. Soddisfazione per essere finalmente riusciti ad uscire su tutti i media per più giorni e più volte al giorno senza una polemica e senza che ci fosse uno straccio di posto in palio, ma solo ed esclusivamente su idee e proposte. Soddisfazione per aver unito la politica con il piacere di stare insieme nei gruppi di lavoro, divertirsi insieme con i soggetti smarriti e lastrico, emozionarsi insieme con le parole di Tano Grasso e Donatella Albano.
Infine è la gioia di aver visto crescere nel tempo un gruppo stupendo, che ha costruito l’evento con fiducia e lealtà reciproca, senza misurare il peso del proprio contributo in termini di visibilità e ritorno politico. Questo mi rende sereno nel dire che Stabilimenti 2011 dovrà essere meglio: con un maggiore rispetto di temi e tempi da parte di tutti, perchè violare l’uno e l’altro significa affermare una regola di furbizia che non è da democratici; con  più spazio per metodi nuovi e interattivi; senza tavoli a dividere relatori e partecipanti.
Se “è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante” sono davvero felice di averci perso dietro tanto, tantissimo tempo.

una luce per squarciare le tenebre – G.B. De Marta

L’organizzazione di questa prima conferenza programmatica del PD ligure ha cercato di corrispondere, con la sua alternanza di sedute plenarie e sessioni dei gruppi di lavoro tematici, a quel salto di qualità nell’elaborazione delle proposte che dovrebbe avvicinare il PD al compito di ereditare una situazione economica e sociale pesantissima, che peggiora con un ritmo inesorabile. Un primo passo dunque, non sempre compreso nella pratica del confronto entro i gruppi, e che resta quindi da trasformare in una capacità continuativa di lavoro sui grandi temi che permettono di recuperare dall’invisibilità e dall’emarginazione ormai intere generazioni e gruppi sociali senza alcuna protezione. Per chi non conoscesse ancora quest’urgenza, bastava percorrere i vicoli intorno al Palazzo della Meridiana, dove i vari volti della nuova povertà, le persone sfrattate che si rifugiano nelle canoniche di una chiesa, si incrociavano senza sosta in quelle stesse ore di lavoro, con una disperata domanda di aiuto rivolta a chi voglia autenticamente contribuire a trasformare questa silenziosa sofferenza in riscatto e cambiamento.

Concludiamo con il video ” cartoline di futuro” realizzato dal LAB8 e proiettato a stabiliMENTI  e ispirato a mondoprecario – istruzioni per l’uso dove per immagini raccontiamo tre proposte per mitigare le intemperie di Mondo Precario. Il progetto però non si ferma continuerà nelle prossime settimane e presto vi illustreremo tempi, modalità e sviluppi

LAB8 alla leopolda – il beta testing delle idee

Il 5, 6 e 7 novembre il LAB8 ha partecipato al primo appuntamento di “Prossima Fermata: Italia“, il movimento pensato e realizzato da Pippo Civati e Matteo Renzi
grazie al contributo della Rete di Andiamo OLTRE e agli oltre 150 volontari che hanno animato una tre giorni di emozioni e politica, progetti e testimonianza. (trovate qui l’album delle foto della giornata) 

 

LAB8 alla Leopolda per Mondo precario e "tutti contro piersilvio

 

Solitamente come LAB siamo soliti parlare con una voce sola che esprima lo spirito del gruppo ma visto che l’evento di Firenze ha avuto tanti spunti , sfumature e sfaccettature diverse abbiamo deciso questa volta di raccogliere le impressioni di alcuni dei labottini intervenuti a Firenze e di proporvele per provare ad andare oltre l’articolo di giornale o il sentito dire sperando di invogliare chi non c’era a lavorare insieme per la prossima Italia che vogliamo attraverso le parole che abbiamo portato a Firenze perché come diceva Walt Disney “se lo riesci a sognare puoi farlo.”

la certezza per tutti – Luca Romeo, Silvia Pedemonte

Noi da Genova, siamo arrivati alla Leopolda Venerdì quando la prima giornata di lavori si stava per concludere, eppure c’era ancora un sacco di persone che si aggiravano incuriosite e affascinate.
Lo scenario era davvero impressionante, sembrava di essere ad una convention del partito democratico americano.
I banchi per la registrazione, il punto ristoro, un’immensa sala con mega schermi per permettere a tutti di seguire al meglio, un’area PC dove collegarsi a Facebook e commentare in diretta gli interventi dal palco, il mercato delle idee con i suoi banchetti e in fondo in fondo il palco. 

 

alla Leopolda per prossima fermata : Italia

 

 

Sul palco una panchina, come quella delle sale d’attesa delle vecchie stazioni, simbolo di una generazione che aspetta il proprio turno.
Dall’altro lato la postazione di Pippo e Matteo, che sembrano davvero piccoli in quell’enorme sala.
Nessun protagonismo,  il loro banchetto in un angolo sul palco da dove scandiscono i nomi dei veri protagonisti della tre gg: Ben, Nico, Ivan, Matteo ed altri ancora.
Gli interventi sono intramezzati da video, spezzoni di film, trasmissioni TV o cartoni animati. In fondo siamo la prima generazione che è cresciuta davanti alla TV  e ha segnato la nostra vita. Un modo nuovo di comunicare, di fare politica.
Insomma, è andata in scena la voglia di comunicare nei modi, nei tempi e nelle emozioni l’eco di un mondo sostanzialmente escluso dalla vita politica ma che oggi si misura su i suoi desideri: vuole salvare il valore del passato e non divorare il futuro della generazione successiva come hanno fatto spesso i loro padri.
Quale organizzazione per questo evento?
Ogni intervento non può durare piu’ di 5 minuti, un enorme countdown segnala il trascorre del tempo e inesorabile allo scadere suona il gong, che determina la scesa dal palco. Nessuno si sogna di fare storie e proseguire, qui tutti devono avere il tempo per dire la loro! Anche i cosiddetti “big” hanno solo 5 minuti.
Gli interventi si susseguono uno dopo l’altro, ogni intervento porta con sè una parola per il nuovo vocabolario della politica italiana e molte proposte concrete per migliorare il nostro Paese.
Si sono toccati anche argomenti scomodi come immigrazione, diritti civili per le coppie omossesuali.

mondo precario - tutti contro Piersilvio per giocare seriamente e conoscere le proposte del PD per la lotta al precariato

La parola che piu’ ci è piaciuta è TUTTI, questa parola è stata legata alla riforma fiscale. Credo che quest’ultima sia il primo passo per poter far crescere il nostro Paese. E’ necessario capire che nel momento in cui si evadono le tasse, si sta ipotecando il futuro dei propri figli, la propria vecchiaia, la propria assistenza sanitaria e mille altri servizi e infrastrutture. La proposta è tutti devono potersi detrarre tutto.
Dalla riforma fiscale può ripartire il nostro Paese: nuovi investimenti nella scuola, nelle università, nella ricerca; riforma degli ammortizzatori sociali con introduzione del reddito minimo garantito e un nuovo welfare universale per tutti i lavoratori indipendentemente dal tipo di contratto.

La parola portata in dote dal LAB8 è stata CERTEZZA, certezza di avere il pane quotidiano. Matteo Corsi si è assunto onere (difronte ad una platea troppo numerosa per esprimersi con distacco) di fare la presentazione per il gruppo mettendo dentro molto di se stesso visto che è una partita IVA (qui sotto il video del suo intervento).


Da mesi ci stiamo occupando di precariato e avvalliamo la proposta del reddito minimo garantito.
 

 

Luca e Matteo alle prese con il gioco di mondo precario "tutti contro Piersilvio"

 

Le condizioni precarie del lavoro determinano situazioni di insicurezza, di instabilità; creano le paure delle persone. Occorre che la prossima Italia superi questa condizione e ridia certezze agli italiani. La certezza di poter pagare l’affitto, di poter mettere in tavola la cena, di poter dare un futuro decoroso ai propri figli.
Anche noi abbiamo proposto un nuovo metodo di comunicazione al mercato delle idee: il gioco dei precari “mondo precario tutti contro piersilvio “. In modo ludico si scoprono le proposte del PD per combattare il precariato: reddito minimo garantito, contributi annuali per il mantenimento dei propri figli, statuto dei lavoratori autonomi. I lavoratori (cassaintegrati, insegnanti precari, tempi determinati e indeterminati) lottano insieme per contrastare Piersilvio;
solo uniti i lavoratori possono riscattare il proprio futuro e i propri diritti.  

Siamo molto soddisfatti del successo e curiosità registrati da questo gioco ma fa parte del DNA del LAB8 che sin dalle sue origini è nato come

laboratorio politico aperto pronto a condividere e mettere in rete pratiche ed esperienze.

 

Per questo abbiamo aderito prima al contratto a progetto di andiamo OLTRE e con piacere abbiamo

 

v
issuto la possibilità concreta di applicare in modo esponenziale questa necessità alla Leopolda tra i 6800 accreditati.

Durante la tre giorni a Firenze non si è parlato di rottamare persone/dirigenti, ma di rottamare le “pecche” dell’Italia: l’evasione, la precarietà, la mancanza di fondi per scuola e ricerca, il razzismo.La Leopolda è stata solo la prima stazione per il treno che porta alla Prossima Italia se fossi in voi salirei sul treno in corsa!

 


Distanza – Matteo Corsi

Sono venuto via da Firenze con l’impressione che “Prossima fermata Italia” abbia riempito un vuoto. La platea era in gran parte composta da persone che non avrebbero potuto che essere lì, in quel preciso momento, oppure a casa propria, rassegnate a non partecipare più alla discussione, deluse del fatto di non essere rappresentate.
Inoltre è stata la perfetta illustrazione di ciò che è oggi il Partito Democratico, capace al tempo stesso di esserci (con suoi organi dirigenti!), di riconoscere l’innovazione e di pronunciare parole emozionanti e coinvolgenti, che sanano la ferita della mancata rappresentanza e, al tempo stesso, di essere assente, distante e forse anche un po’ ostile.
Ora, però, questa distanza va colmata. Con un po’ di orgoglio Laboratorio 8 può dire di aver fatto, in piccolo, la sua parte, parlando con tutti, cercando la collaborazione di tutti, promuovendo le idee generose e coraggiose da
dovunque venissero… Ma questa strada non possiamo percorrerla da soli, né noi, né gli altri che erano in platea ad ascoltare.
Ci vuole un dialogo pubblico, trasparente e onesto tra chi c’era e chi non c’era: se ci unisce una fratellanza di idee e di valori, è ora di tendersi reciprocamente la mano.

Sintesi – Giovanni Battista Demarta

Dalla Leopolda usciamo con l’istantanea della comunità virtuale di una nuova repubblica, con il senso di comunanza civica e di riscatto condiviso in modo intergenerazionale, dove la vera rottamazione è stata quella dei riti consunti, a favore di strumenti inediti di partecipazione, un impegno critico che è sopravvissuto a questi anni di sfacelo morale, ma che ora, nelle prossime stazioni, deve tradursi nella capacità di sintesi politica e di contenimento di una deriva sociale imminente, perché fuori della stazione ci siamo ritrovati ancora soli, dopo l’abbraccio accogliente di quella comunità momentanea.

Squadra – Michela Tassistro

“Domenica mattina ho raccolto la proposta del Sindaco di Firenze e sono andata fare jogging con circa una quindicina di persone nel grande parco delle Cascine accanto alla ex stazione la Leopolda scambiandoci impressioni sulle questioni legate alla promozione delle città (Genova e Firenze è un interessante confronto) e sulle modalità organizzative dell’evento.

 

Silvia e Michela alla Leopolda, la squadra ( e le risorse) di tutti sono la loro parola per Firenze

 

Un giovane informatico di Trieste spiegava che lo sport era la chiave per rilanciare la sua città, l’architetto romano trapiantato a Firenze sosteneva che la politica si doveva riapproriare delle aspirazioni delle persone per farle proprie e perseguirle pertanto con la stessa forza, un podista romano raccontava che era venuto a questo incontro per trovare la passione tra persone che vogliono continuare a credere nella politica. Eccosìvia….. Mentre tornavo all’albergo per rapida doccia, ho pensato che ero lì perchè la passione combinata al duro lavoro realizzato con il lavoro di squadra e messo in rete a disposizione di chiunque volesse dare il proprio contributo può solo generare frutti importanti: vanno raccolti, elaborati se del caso e riproposti sottoforma di proposta per il paese.
Mi sentivo meglio e non era solo l’effetto delle endorfine prodotte dalla corsa.
Italia – Cristiana D’arco

Testa o croce? ho scelto entrambe! Follia? Forse. Sono molto felice di averlo fatto  perchè a Roma ho trovato persone giovani e meno giovani con tanta voglia di condividere esperienze, unite nel cercare la carica per affrontare questo momento politico e sociale così difficile ma alla Leopolda ho trovato proprio quello di cui avevo bisogno:  la speranza… 

Avevo già intuito che nell’aria c’era qualcosa di diverso. Alla vigilia della tre giorni, infatti,  noi del  Lab8 siamo stati contattati  da persone che desideravano partecipare e ci chiedevano se dovevano essere accreditati a qualcosa o avere una tessera politica per poter portare il proprio contributo: questo è stato il segnale!

 

Michela, Silvia, Cristiana e Giovanni Battista, il valore di una squadra che mette insieme Firenze e Roma, profili e competenze anche questo è PD

 

La Leopolda ha tracciato il percorso giusto per tornare tra la gente. Sono convinta che anche chi ha paura del cambiamento sarà felice di farsi “contaminare”!

Posso chiudere in perfetto “Leopolda Style” dicendo che Italia è la mia parola.

Alla stazione c’erano tutti pure il LAB8

il 5,6,7 novembre ci si vede alla leopolda per prossima fermata - Italia

Alla stazione c’erano tutti (con gli occhi rossi ed il cappello in mano direbbe De Andrè) e alla stazione Leopolda a Firenze, il 5,6,7 ci sarà anche il LAB8. Fin dal lancio all’ARCI Bellezza di Milano infatti abbiamo partecipato attivamente al contratto a Progetto di Andiamo OLTRE che usa strumenti, tempi e modi propri del nostro far politica. Come progetto abbiamo allora scelto di dedicarci al mondo del lavoro precario unendo esperienze, dati, emozioni e risposte che la politica ufficiale spesso non sa esprimere nel modo adeguato. Passando dalle tappe di Luglio a Genova e Albinea, di Torino a settembre e di Cortona a Ottobre abbiamo continuato ad affinare strumenti e creare una rete di collaborazioni e suggestioni in giro per la penisola. Questo work in progress si è concretizzato nel DVD di Mondo precario – istruzioni per l’uso. Uno strumento in continua evoluzione e messo a disposizione in modalità copyleft che contiene interviste, dati e alcune proposte. Con un esempio di possibili modalità di comunicazione alternative come le bancarelle di frutta, verdura e proposte con tanto di strillone democratico di al mercato del lavoro.

Alla stazione di Firenze scendiamo carichi di bagagli pesanti:

1)Porteremo con noi le proposte raccolte in questo periodo da esperti qualificati sugli aspetti che son risultati più sentiti dalle esperienze osservate.

2) approfondiremo le idee di riforma del mercato del lavoro emerse nell’assemblea nazionale del PD e portate in piazza con il mercato del lavoro

3)sosterremo la proposta del reddito minimo garantito europeo

Come laboratorio 8 abbiamo individuato quindi tre priorità dall’esperienza che abbiamo raccolto:
Formulare una proposta Di reddito minimo garantito come legge nazionale, Implementare lo statuto dei lavoratori autonomi per dar diritti e far uscire dalla finzione delle finte partite IVA milioni di lavoratori e infine sostenere la reale applicazione della legge 53 per il diritto alla famiglia che promuova l’idea che far entrare nel mercato del lavoro più gruppi sociali è un moltiplicatore di ricchezza e benessere per tutti.

Dall’appuntamento di Firenze ci aspettiamo che le nostre proposte e quelle di chi verrà da tutto il paese alla stazione della Leopolda ci permettano di evitare il binario morto delle polemiche di partito, dei furori distruttivi, dei piccoli giochi di potere e dei noiosissimi quanto inutili discorsi autoreferenziali per guadagnarci il biglietto per la freccia rossa che ci porti verso la Repubblica che vogliamo.

mondo precario, istantanee di futuro

20 settembre, in via XX al numero 20, apriamo la porta del mondo del lavoro

Il percorso del viaggio di Mondo Precario è cominciato a Luglio con la raccolta delle impressioni di vita dei precari e le opinioni della politica e dei sindacati sulla condizione di vita Precaria raccontate nel DVD di Mondo Precario , istruzioni per l’usoLa seconda tappa, questa volta in piazza è stata quella di andare “al mercato del lavoro” il 20 settembre  portando per la strada le proposte del PD in tema di mondo precario e offrirle ai passanti. Adesso la terza tappa del viaggio del Lab 8 e il lavoro nel mondo precario vuole occuparsi del futuro che vorremmo provando a costruire delle “istantanee di futuro” sul mondo precario oggi e su quello che le persone vorrebbero che fosse attraverso le idee di esperti e semplici cittadini. Abbiamo così deciso, in collaborazione con Rita Castellani di provare a fare un “carotaggio” del mondo precario con un piccolo questionario che trovate qui e che vi invitiamo a compilare e con una serie di domande concentrate sul precariato in generale e su 3 spicchi del mondo precario, gli espulsi dal mercato del lavoro, le donne e le partite IVA.  I risultati saranno condensati in piccole cartoline per il futuro che saranno presentate a Cortona a Firenze il 5,6,7 novembre alla Leopolda per prossima fermata, Italia e messo a disposizione di chi vuol usare il DVD di Mondo precario in ogni luogo di discussione e confronto del PD come strumento per raccontare  e ragionare di proposte concrete per uscire dalla trappola della precarietà. Chi volesse partecipare alla realizzazione di questo terzo capitolo o condividere con la sua esperienza ci scriva o ci mandi la sua istantanea della precarietà.

ecco  le domande che stiamo rivolgendo agli esperti:

PARTITE IVA

1) dentro la categoria c’è un po’ di tutto. Come si fa a sostenerle (sia quando sono veri lavoratori autonomi, sia quando sono dei dipendenti di fatto) senza regalare benefici anche agli evasori fiscali?

2)  quali controlli sono previsti per accertare che il lavoratore con P.A. non sia di fatto un dipendente? dove e come si può migliorare ? le eventuali sanzioni sono efficaci ?

DONNE

1) Come si affrontano i costi della maternità per evitare che pesino troppo sui giovani, sulle giovani donne ma anche sulle imprese?

2) lavoro femminile: a volte anche facilitazioni come la flessibilità d’orario su base settimanale e mensile o il telelavoro potrebbero permettere alle donne di tornare al lavoro più velocemente o con meno problemi dopo una maternità. Qual è lo strumento regolamentare più adeguato e incisivo per incentivare forme di intervento di questo tipo? Leggi ? Contratti ? altro ?

4) come si fa a farsi che le PMI siano incentivate ad assumere a tempo indeterminato piuttosto che con contratti atipici?

5) I contributi versati dai precari non sono sufficienti a creare una pensione dignitosa, come risolvere il problema?

GLI ESPULSI

1) I lavoratori poco qualificati o quelli che hanno superato i quarant’anni, incontrano particolari difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro se la loro posizione precaria si trasforma in disoccupazione. Di cosa c’è bisogno? La formazione serve a qualcosa oppure bisogna cercare altre strade? E se serve, come deve essere fatta?

2) espulsi dal lavoro: come e dove trovare nuove risorse per sostenere il reddito degli espulsi dal lavoro o dei precari e per favorirne fiscalmente la nuova assunzione o la stabilizzazione ? il riordino degli strumenti esistenti è sufficiente ?