creuza de Mafia

Da dove siamo partiti

 

Il 16 Ottobre 2008, dopo il grido d’allarme lanciato da Roberto Saviano, Genova è stata la prima città italiana ad organizzare, su impulso di Laboratorio 8, una lettura pubblica di Gomorra in segno di solidarietà e di partecipazione per quanto sta accadendo a Casal di Principe e in Campania.

La partecipazione a quell’evento e l’interesse che ha suscitato hanno superato ogni aspettativa degli organizzatori e dimostrato che Genova – Città dei Diritti – dispone di un capitale di impegno e passione che la portano in prima linea nel sostenere chi combatte la criminalità organizzata nonostante tutto, spesso anche a rischio della propria vita.

La vera sfida di Gomorra, però, valica i confini di Casal di Principe e della Campania. In effetti, valica gli stessi confini delle regioni dove quella della criminalità organizzata è una presenza quotidiana, che soffoca la vita civile, economica e politica.

E’ una sfida rivolta a tutti i cittadini italiani a pretendere che legalità, trasparenza, parità dei diritti e dei doveri siano una pratica quotidiana oltre che una prescrizione di legge; a pretenderlo proprio dove è più difficile farlo, in casa propria, nella propria comunità, dove è necessario “metterci la faccia”, dove sarebbe più facile chiudere un occhio e aspettarsi che gli altri lo chiudano per noi, dove se alle parole non seguono i fatti prima o poi tutti verranno a saperlo.

La misura della nostra capacità di affrontare questa sfida sarà l’altezza dello standard di legalità, trasparenza e democrazia che decideremo di imporre alla nostra città, ai nostri quartieri e dunque, in ultima analisi, a noi stessi.

Per questo abbiamo pensato che ci fosse bisogno di un laboratorio dove ascoltare i consigli di chi lotta quotidianamente contro la criminalità organizzata e dove imparare a farlo anche noi, nella vita di tutti i giorni.

LA STRADA PERCORSA

Fino a questo momento, Laboratorio 8 ha realizzato tre eventi intitolati Crêuza de Mä- fia. Il primo, collocato in un luogo istituzionale della città come l’Auditorium di Palazzo Rosso in Via Garibaldi ha visto la partecipazione di figure di primo piano della politica, delle istituzioni, dell’associazionismo e delle professioni come Roberta Pinotti, Nando Dalla Chiesa, il Presidente di Libera Liguria Matteo Lupi e la presidente di Confesercenti Genova Patrizia De Luise.

Ne sono emersi sei punti, sei buone pratiche (ma anche buone abitudini) proposte dagli esperti a tutti i cittadini perché le mettano in pratica, contribuendo così alla lotta al crimine organizzato.

 

CRÊUZA DE MÄ-FIA COME MODELLO

Il modello Crêuza de Mä-fia (CdM) è un ibrido tra diverse metodologie ben sperimentate di progettazione partecipata. Il termine progettazione non è casuale: l’obiettivo di CdM è produrre azioni, progetti, interventi dal basso, stimolando i partecipanti a passare dalla fase della discussione delle idee e delle proposte alla fase dell’organizzazione e della realizzazione.

La prima fase di una iniziativa sul modello CdM consiste nella costruzione di una “cassetta degli attrezzi” che poi verrà utilizzata in ogni appuntamento in calendario.

Una “cassetta degli attrezzi” è un nucleo di idee, spunti, letture della realtà, materiali scritti, video e di grafica che possono poi essere impegnati molte volte, rielaborati, combinati insieme in modo differente.

La “cassetta degli attrezzi” si costruisce attraverso l’incontro pubblico tra gli organizzatori e gli esperti.

Gli organizzatori sono tutti coloro che sono motivati e hanno la capacità, il tempo e le motivazioni per proporre un tema (nel nostro caso la criminalità organizzata a Genova) e organizzare gli eventi sull’argomento.

E’ importante che gli organizzatori siano un gruppo quanto più trasversale e variegato possibile (in termini di genere, età, quartiere di provenienza, etc.) in modo da rafforzare la loro capacità di rivolgersi ad una ampia parte della cittadinanza.

Inoltre, all’interno di un gruppo di organizzatori, tutti partecipano secondo le proprie competenze, indipendentemente da eventuali responsabilità o incarichi politici.

Gli esperti sono personalità di rilievo e con una riconosciuta competenza nella materia in questione.

Anche il gruppo degli esperti deve essere modellato in modo da dare spazio a diverse aree tematiche, diverse aree di expertise, diverse opinioni.

Organizzatori ed Esperti, selezionati secondo questi criteri, si incontrano pubblicamente in una conferenza aperta alla cittadinanza in cui vengono presentati il tema, il logo/la grafica preparata dagli organizzatori e un primo calendario delle fasi successive.

Il cuore della conferenza, il suo scopo principale, è la possibilità per gli organizzatori di porre agli esperti questa domanda:

Cosa possono fare i comuni cittadini, che comportamenti possono adottare nella loro vita quotidiana, per portare un contributo sul problema in questione?“

Le risposte degli esperti devono essere semplici, generali e concrete, se possibile corredate di esempi e casi. In altre parole, devono presentarsi nel formato delle “buone pratiche”.

Il compito degli organizzatori è di stimolare gli esperti ad attenersi a queste regole, di sollecitare il pubblico presente a porre domande, obiezioni, suggerimenti e, infine, a riportare le risposte degli esperti in un documento breve e chiaro, scritto in tempo reale e quindi consegnato al pubblico immediatamente al termine della conferenza. Il documento andrà a costituire l’elemento centrale della “cassetta degli attrezzi”.

La conferenza verrà filmata, registrata, raccontata e diffusa, in modo da sensibilizzare la cittadinanza, iniziare a diffondere i suggerimenti degli esperti e far conoscere il calendario degli eventi successivi.

 

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