le parole non si uccidono

Il 16 ottobre 2009 dopo l’intervista a Repubblica in cui Roberto Saviano annunciava il suo desiderio di abbandonare l’Italia non sopportando più la solitudine della sua vita sotto protezione contestualmente all’annuncio di un piano terroristico della Camorra per ucciderlo il LAB8 ha organizzato, primo in Italia, un reading pubblico delle pagine di Gomorra perchè si possono eliminare le persone ma le parole, con la loro forza non si uccidono. qui la galleria completa delle foto di quel giorno mentre  l’evento era nato da questo testo:

L’intervista di oggi a Roberto Saviano su Repubblica dimostra ancora una volta che quando un uomo che racconta la Mafia viene lasciato solo muore 2 volte. Ecco che vi propongo: domani alle 17.00 in piazza de Ferrari a Genova leggiamo a testa e a voce alta pagine di Gomorra, il suo libro. Per le parole non si uccidono.

Nando Dalla Chiesa legge Gomorra a le parole non si uccidono

ecco il testo di una lettera pubblicata sui giornali locali genovesi che racconta la genesi dell’evento

Le idee e i pensieri nascono dai gesti banali, un articolo letto di fretta e la pausa pranzo per riflettere. Saviano a Repubblica: “Vado via dall’Italia, voglio avere una vita”. E’ una sensazione che parte dallo stomaco, ti cresce dentro. Il sentimento di una giustizia inespressa che ti fa dire che no, non è possibile che uno scrittore, un cittadino, un ragazzo di 28 anni sia costretto a vivere braccato e a fuggire per vivere, solo per aver raccontato con la rabbia civile dell’uomo del sud l’umiiazione continua della sua terra.

La rete è uno strumento potente. Veicola pensieri e futilità ma anche passione e idee. Parte allora così, una telefonata, quattro sms e due post su Facebook. “Domani, 16 ottobre, sit in di lettura, perchè un uomo lasciato solo contro la mafia muore due volte”. Il titolo e la forma dell’iniziativa verranno poi. Nei primi momenti, la routine, la timidezza si scontrano con il desiderio di sentirsi cittadini e infine ci si dice che “si, piuttosto anche da solo, con un libro in mano a leggere a voce e a testa alta io domani ci sarò”. Una conferma di amicizia e di passione civile arriva dai componenti del LAB8: rispondono all’invito, scrivono, messaggiano, diffondono.

Un comune sentire rende naturale le coincidenze positive, che si moltiplicano: un messaggio mandato a Farenheit, trasmissione consigliata per caso, porta la parola fuori dalla rete, in radio.

partecipanti a le parole non si uccidono


“Luca da Genova ci scrive che domani in Piazza de Ferrari si svolgerà un sit in di lettura di brani di Gomorra, l’evento è organizzato da LAB8 – Democrazia in rete, ci collegheremo in diretta”. Dopo, è un crescendo: i giornali ne parleranno,radio babboleo già diffonde, forse anche la TV. Chi porta il microfono? E se piove? Non importa si risolve.

Poi la sera, l’SMS dell’iniziativa arriva a Saviano attraverso la senatrice Roberta Pinotti, con lui in trasmissione a MATRIX.

Luca Romeo, uno degli organizzatori del LAB legge le pagine di Gomorra


Apprezza l’iniziativa e manderà un messaggio. Lo sforzo assume una dimensione diversa, perchè il senso dell’iniziativa diventa evidente, tangibile: l’Uomo ora sa di non essere solo; è lo scrittore quello da sostenere. Quindi ancora messaggi, ancora mail, un video per presentare l’iniziativa
sul web e il giorno dopo, usciti dal lavoro, arrivare
all’appuntamento e vedere volti conosciuti, impegnati da sempre nella lotta alla mafia o semplici amministratori locali, ma soprattutto volti sconosciuti che si presentavano man mano.
Ripetere, insieme, le frasi di Gomorra per ribadire che la responsabilità di quelle parole deve diventare nostra e di ogni cittadino.

Un centinaio alla fine. Pochi? Molti? Non è questo il punto, nell’atrio del Palazzo Ducale per i genovesi presenti il senso è racchiuso nel titolo scelto: “le parole non si uccidono” La verità non si uccide e la conoscenza è il miglior
antidoto alla barbarie. L’indomani, come promesso, Saviano ci invia il suo messaggio: “…la parola diviene pericolosa per certi poteri quando il moltiplicarsi di occhi che leggono e quindi guardano,quando il moltiplicarsi di lingue che parlano e quindi condividono non si ferma. Capire conoscersi è l’unico modo di rendere possibile la trasformazione delle cose. Nihil humani a me alienum puto (non ritengo a me estraneo nulla di umano)”. Si moltiplicano le letture pubbliche anche Roma e Napoli lanciano analoghe iniziative… la piccola palla di neve rotola e si fa valanga.

Francesca Marchesi, Luca Romeo e Michela Tassistro (Lab8 –Democrazia in rete)

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