Archivi tag: scuola

al mercato del lavoro continuano le offerte

al mercato del lavoro - 20 settembre 2010

il 20 settembre è passato ma nel mercato del lavoro come LAB8 ci rimaniamo, l’evento è stato positivo per tutti e speriamo che altri vogliamo imitarci per portare nelle piazze le idee del PD e aiutarci a cambiarle, migliorarle, renderle più coraggiose o semplicemente più adatte alla realtà dell’Italia 2010, viviamo in un paese che sta attraversando una crisi epocale dentro un’altra crisi epocale e un’epoca in cui non possiamo dare per scontato che il nostro tenore di vita sarà anche solo lontanamente paragonabile a quello di oggi tra 10, 15 anni è veramente tempo di aprire le porte, non solo quelle del PD ma quelle di una generazione chiusa per troppi anni nella cantina della Repubblica a fare il lavoro sporco. Abbiamo provato a scherzare seriamente con il tema del precariato perché l’ironia è spesso la migliore arma contro ingiustizie e potenti, la strada continua e abbiamo tante porte da aprire e scardinare. Nel frattempo qui trovate tutti i materiali e gli articoli della giornata di oggi

Luca Romeo

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1 marzo 2010 – le adesioni : associazione Onlus scuola Daneo

L’associazione Scuola Daneo Onlus aderisce al primo marzo genovese. Un bel punto di osservazione sulla nuova Italia multietnica sotto il testo dell’adesione, trovare i riferimenti qui:

www.associazionedaneo.it

www.circolomaddalena.net

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L’Associazione Scuola Daneo onlus, costituita da genitori, insegnanti ed ex genitori della scuola elementare più multietnica di Genova, aderisce al coordinamento 1 marzo.

Siamo convinti che la scuola pubblica appartenga a tutti indipendentemente dalla provenienza geografica di chi la frequenta e dal 2004 sosteniamo i progetti didattici e le famiglie dei piccoli studenti.

I bambini hanno il diritto ad essere accolti nella scuola in quanto esseri umani al 100%; la discriminazione (si vedano le ultime circolari ministeriali ad esempio “30% di bambini di origine straniera per classe”) è la base di ogni razzismo e gesto incivile; crediamo invece che l’accoglienza educhi alla convivenza.

Siamo solidali con i genitori dei bambini “stranieri” della nostra scuola e di tutte le scuole italiane, i quali, con il loro lavoro, troppo spesso in nero e mal retribuito, contribuiscono allo sviluppo del nostro Paese.

La partecipazione dei genitori e delle famiglie alle manifestazioni del primo marzo sarà  anche in nome di chi non riesce o non può far sentire la propria voce.

Associazione Scuola Daneo onlus

daneo-asscoge@googlegroup.com

24,4 miliardi di investimenti esteri

no, non si parla di fondi esteri dai mirabolanti interessi ma del capitale investito da parte dello stato italiano nei confronti degli immigrati residenti in Italia nel settore della scuola. Da fonti Istat in Italia sono residenti 898.117 minori stranieri al 2009, 40.526 sono i diciottenni che al compimento della maggiore età per l’attuale legislazione dovranno o trovare un lavoro regolare per ottenere un permesso di soggiorno, cosa non esattamente semplice in periodo di crisi o dovranno tornare nel paese di origine dei genitori in cui spesso non sono nati e di cui non parlano nemmeno la lingua. Ma lo stato italiano quanto ha investito in queste persone? Prendendo i dati dell’OCSE del 2006 possiamo considerare il costo medio per una carriera scolastica interamente portata avanti in Italia, diciamo dai 5 ai 18 anni intorno ai 66.000 €.  Vuol dire che se tutti questi cittadini stranieri maggiorenni dovessero lasciare l’Italia, lo stato avrebbe investito una cifra pari a 2.7 miliardi di euro. Fondi pubblici totalmente sprecati visto che queste persone sarebbero allontanate dal suolo patrio.

Non vi basta? Guardiamo il fenomeno  nella fascia 0-5 anni dove i numeri son ancora più consistenti. Gli stranieri in età prescolare sono infatti 366.058 il che vuol dire che se tutti questi bambini andranno a scuola in Italia fino alla maggiore età, nel corso del loro ciclo scolastico lo stato investirà la mostruosa cifra di 24,4 miliardi di euro per educarli e formarli. Il ragionamento andrebbe raffinato (il costo si rifà al 2006, non tutti i minori sono nati in Italia e hanno fatto la carriera scolastica interamente in Italia, etc.) ma non sarebbe il caso di cominciare a pensare che questi sono i nuovi italiani e che la cittadinanza e il diritto di voto sono lo strumento coerente di uno stato che ha a cura il suo investimento nel futuro oltre che il benessere dei suoi cittadini?

Potrebbe essere utile parlarne nel percorso da qui al primo marzo e nell’iter del disegno di legge sulla cittadinanza

Luca Romeo